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Il contesto socio-economico in cui viviamo è dinamico, in continuo mutamento e richiede il massimo dei risultati, con il minor sforzo possibile; di conseguenza, il settore dell’occupazione è diventato più selettivo e richiede personale sempre più specializzato e qualificato.

Tuttavia, la mera nozione teorica non è sufficiente per sviluppare un’identità lavorativa completa e strutturata: è necessaria (se non indispensabile) la sua applicazione pratica. In altre parole, “se lo sai, dimostrami di saperlo”.

L’apparato educativo e formativo di oggi, deve quindi incentrarsi su 3 elementi-cardine:

  1. CONOSCENZE
  2. ABILITÀ
  3. COMPETENZE

Sviluppare conoscenze, abilità e competenze a Firenze con Mummu Academy

Nonostante essi rientrino nello stesso ambito tematico, indicano tre universi di significati distinti, ma interdipendenti fra loro.

CONOSCENZA

Con riferimento al termine “CONOSCENZA”, si va ad indicare l’assimilazione teorica e consapevole di un contenuto o una nozione, finalizzata allo sviluppo culturale e/o professionale della persona.

Ѐ in questo ambito che comincia a formarsi il “bagaglio culturale” di ognuno: una componente che va “coltivata” e che cresce con noi per tutta la vita.

Ovviamente, non acquisiamo conoscenze per tenerle chiuse nel nostro “cassetto” della memoria: ogni informazione che apprendiamo è finalizzata al raggiungimento di uno scopo da parte nostra.

“Voglio imparare a fare…” è questo ciò che ci mettiamo in testa, quando iniziamo un percorso formativo di qualsiasi genere.

ABILITÀ

Ed è proprio questa la fase in cui entrano in gioco le “ABILITÀ”, ovvero la messa in pratica, la concretizzazione di ciò che abbiamo appreso teoricamente. Arrivare alla padronanza completa di un’abilità non è affatto facile: occorre esercizio, esperienza ma, soprattutto, bisogna partire col “mettersi alla prova”.

Imparare “sul campo” è sicuramente efficace, ma non è tutto: come affermato in precedenza, occorrono delle basi teoriche su cui appoggiarsi per costruire la nostra “identità professionale”.

COMPETENZA

La commistione proporzionata di questi due elementi, dà origine ad un terzo prodotto: la COMPETENZA.

Si tratta di una struttura complessa che, oltre a racchiudere e combinare tra loro saperi ed abilità, attinge dalla nostra personalità e dalle nostre attitudini, trasformandole e creandone di nuove.

Un susseguirsi di studiosi ed esperti in materia, ha dato diverse definizioni di competenza, nel corso dei secoli: dal semplice “saper fare”, siamo passati ad associare una competenza allo svolgimento di una performance, tenendo conto delle risorse impiegate e dei suoi risultati ed effetti.

Un altro approfondimento di questo termine, la sintetizza come il comportamento di un individuo in relazione ad un problema inatteso, comprendendo la sua analisi, la formulazione ipotetica di soluzioni e il raggiungimento di quella più adatta.

Essere “competenti” in un determinato ambito, quindi, implica sicuramente di possedere la consapevolezza pragmatica e teorica del settore in questione e la loro compenetrazione in un rapporto simbiotico e reciproco, ma non solo.

Quanto siamo disposti ad “imparare ad imparare”? La nostra mente e la nostra visione del mondo sono abbastanza “malleabili”? Sono disposte a farci cambiare idea, opinione? Sono pronte ad approcciarsi agli altri in maniera empatica?

Sia chiaro: il “chi siamo”, il “come siamo” e le nostre peculiarità identitarie che ci distinguono dagli altri, non vanno mai accantonate o soffocate. Una competenza si può acquisire e padroneggiare, solo partendo da una cooperazione attiva con i nostri elementi caratteriali e personali.

L’obiettivo finale? Sintetizzare le “nostre” competenze, adattabili e versatili in ogni ambito: la nostra “arma segreta” per farci spazio nella “giungla” del lavoro di domani.

Chi pratica sport con regolarità conosce benissimo gli effetti positivi di questa attività in ambito professionale. Personalmente, parlo da maratoneta, l’esercizio fisico mi ha permesso di sviluppare due capacità indispensabili sia nello studio che nel lavoro: COSTANZA e RESILIENZA.

“L’accelerazione del digitale sta portando per contro una richiesta di rapporti umani nel commercio.”

Queste sono le parole con cui Alessandro Tonelli ha oggi aperto la nuova giornata di studio al Master Executive per Ottici imprenditori.

Sarà sorprendente scoprire che sono sempre più i “Digital Players” che aprono negozi fisici. In effetti non mancano gli esempi di leader dell’e-commerce che seguono questo trend, ad esempio Amazon: https://www.ilpost.it/2018/01/22/amazon-go-supermercato-senza-casse/

Si potrà rimanere sorpresi nell’apprendere che anche Google ha intrapreso qualcosa di simile: https://www.hdblog.it/2018/10/23/google-hardware-store-immagini-new-york-chicago/

Master Executive per Ottici Imprenditori a Firenze
Master per ottici imprenditori a Firenze

L’esperienza fisica ha comunque un suo peso nel processo di acquisto, non dobbiamo dimenticarlo.

Possiamo citare un’affermazione di Alessandro, “il digitale non è un fine, ma un mezzo dal quale non si può prescindere” asserendo che i “bit” possono essere usati per aumentare le visite nel negozio.

È necessario gestire in modo efficacie le strategie di marketing in modo consapevole, seguendo un piano promozionale che avvolga a 360 gradi il possibile cliente. Possiamo e dobbiamo usare i “social”, le piattaforme sociali quali Facebook ed Instagram, per aumentare e consolidare la credibilità del nostro marchio.

Non dobbiamo dimenticare che il sistema di gestione online dei feedback degli utenti, che si identifica nelle “recensioni”, è un prezioso mezzo per trasformare in potenziale commerciale il nostro modo di essere imprenditori.

La “Customer Experience” è una priorità che può iniziare online e finire nel negozio e non può trascendere dalla “Personalizzazione”. Raccogliere, in modo lecito, quante più informazioni sui nostri clienti diventerà un vantaggio per il venditore e per il cliente che vedrà in questo modo accrescere la sua soddisfazione nell’esperienza di acquisto.

“Coinvolgimento del Cliente”, questa è la parola d’ordine.

Proverò adesso a fondere le due frasi che ha pronunciato Alessandro Tonelli:

“Il digitale non è un fine, ma un mezzo dal quale non si può prescindere. L’accelerazione del digitale sta portando una richiesta di rapporti umani nel commercio.”

Ho letto e riletto questa breve frase e mentre rimbalzava nella mia mente mille idee e mille riflessioni si sono materializzate. Ho capito che anche oggi il nostro docente ha colto in pieno lo spirito del Master. Noi organizzatori di questo evento desideriamo che i nostri discenti abbiano idee, risposte e spunti di riflessione.

Continueremo la sessione di questa mattina cercando di coinvolgere ulteriormente i nostri studenti dando risposta alle seguenti domande:

  • Come posso fondere le mie iniziative tradizionali con quelle digitali?
  • Come posso valorizzare i miei punti di forza e individuare le debolezze su cui concentrare gli sforzi?
  • Quali criteri dovrebbero guidare le mie decisioni nella scelta delle tecnologie con cui attuare le mie strategie?
  • Quali dati mi occorrono e come dovrei gestirli per personalizzare la Customer Experience?
  • In che modo posso conquistare e mantenere la fedeltà dei clienti, arrivato a stimolare l‘Advocacy?
  • Come posso strutturare la mia azienda modo che non risulti preparata di fronte all’ingresso nel mio settore di nuovi concorrenti agguerriti?
  • Quali sfide attendono la mia azienda nei prossimi cinque anni?

La giornata di studio che affrontiamo oggi è solo una tra quelle previste dal programma di svolgimento

Mummu Academy, la Scuola di Gestione Aziendale ed i suoi partner sono orgogliosi di essere gli organizzatori ed i promotori di questo evento. Orgogliosi di ospitare nella città di Firenze gli amici provenienti da ogni parte di Italia.

La funzione INDIRETTO è una delle funzioni che si possono utilizzare nel momento in cui si devono creare report  in Excel e gestire collegamenti tra fogli in modo sicuro ed efficiente. Insieme alla funzione INDIRETTO è spesso affiancato un set di funzioni quali INDIRIZZO, RIF.RIGA e RIF.COLONNA. Vediamo con un esempio come utilizzare questo interessante mix di funzioni.

Cosa è ed a cosa serve, e come importare un file CSV in Excel?

I file CSV sono dei file facilmente leggibili da un editor di testo come “Wordpad” od il “Blocco Note”; contengono, inoltre, delle informazioni in grado di dividere il testo in righe ed in colonne. Le colonne sono delimitate e rappresentate da un simbolo specifico: in genere si usa  la “virgola” od il “punto e virgola”.

In questo articolo vederemo come gestire l’importazione dei file in formato CSV in Excel. 

La formattazione condizionale è un indispensabile funzione che permette all’utente di evidenziare in modo diverso le celle appartenenti ad un intervallo selezionato solo se rispondono positivamente ad un criterio. Ad esempio potresti desiderare di colorare di rosso soltanto le celle che ospitano dei valori maggiori od uguali di 18. Scopriamo insieme come usare la sua versione più potente: la FORMATTAZIONE CONDIZIONALE BASATA SU FORMULE

Se anche tu sei tra quelli che ricevono per posta elettronica molti file in PDF e non riesci proprio a convertitili con successo in un file per il tuo foglio di calcolo questo articolo fa per te. Scopri come convertire PDF in Excel in pochi semplici passi.

Installare WordPress in locale, cioè sul proprio computer, può essere molto utile per poter effettuare test e prove sul proprio sito prima di pubblicarlo online, ma anche per continuare ad aggiornarlo una volta che lo si è pubblicato, potendo verificare in anticipo l’esito degli aggiornamenti e delle modifiche.

I database in Excel possono avere anche decine di migliaia di righe e molto spesso si ha la necessità di individuare e rimuovere quelle lasciate vuote. Le righe vuote, infatti, se non sono funzionali ad un criterio ben preciso, possono produrre quelli che in informatica vengono classificati in “effetti indesiderati”. Scopriamo insieme uno dei migliori metodi per eliminare le righe vuote in Excel.

Quante volte hai utilizzato un listino per convertire il tuo codice prodotto in un prezzo? Quante volte hai cercato cercato di convertire il tuo peso corporeo in gocce di un medicinale? Sicuramente molte, e certamente avrei scorso il tuo dito indice tra pagine e pagine di righe e colonne… La funzione CERCA.VERT in Excel ti permette di automatizzare questa conversione indipendentemente da quante migliaia di righe sia composto il tuo listino, o, più genericamente, la tua matrice di conversione. Il tutto in un click!

Se sei alla ricerca di un metodo semplice e rapido per rimuovere le righe duplicate in Excel, allora scopri come utilizzare il comando Elimina Duplicati in Excel o Rimuovi Duplicati in Excel. Il risultato di una corretta azione di pulizia è un database di record univoci.

Se una volta il “sapere l’inglese” era un plusvalore, oggi è ritenuto semplicemente uno dei requisiti per essere presi seriamente in considerazione, sia nel lavoro che nello studio. Poter dimostrare in modo inconfutabile ed internazionalmente il proprio livello di conoscenza diventa una vera arma in più per il proprio futuro. Questo è il motivo per cui parleremo della certificazione Cambridge a Firenze.

In questo tutorial vediamo come utilizzare la funzione SE in Excel. Si tratta di una delle funzioni più potenti ed utili che si possano utilizzare ed è spesso utilizzata insieme ad altre funzioni, anche annidate. Vediamo come la funzione SE in Excel permetta al foglio di calcolo prendere delle “decisioni” in base al verificarsi o meno di alcune condizioni.

Mummu Academy – Cambridge Preparation Centre a Firenze

In questo articolo vorrei condividere con tutti i nostri lettori una giornata particolare, di quelle che capitano poche volte nella vita.

Ma che cosa sarà mai successo, vi chiederete, di così importante da trovare spazio in questa pagina di scritti “accademici”?

Non voglio annoiarvi, ma reputo indispensabile avvicinarsi con pochi passi all’epilogo.

Una delle tante mattine in cui ero seduto davanti allo schermo del mio PC rispondo al telefono che squilla. Mi dà il buongiorno una persona gentile, che mi invita ad un interessante seminario sul Teaching 2.0 in materia di lingua inglese.

La location è ad un’ora da Firenze, sempre lungo le sponde dell’Arno. L’invito è per il giorno giovedì 13 dicembre a Pisa. La British School di Pisa è l’organizzatrice dell’evento per il quale è raccomandata la conferma di partecipazione.

Da molto mi occupo di Teaching 2.0 per Mummu Academy ed inoltre la British School di Pisa è stata nostra formidabile partner nell’anno scolastico passato. È grazie a questa partnership, che nel 2018 abbiamo certificato 58 candidati su 60 in sessioni KET e PET.

Mummu Academy ha preparato gli studenti, e gli esaminatori autorizzati Cambridge, tramite la British School di Pisa, hanno tenuto gli esami presso la nostra sede di Firenze. I risultati sono quelli che già conoscete.

Un plauso va agli insegnati della scuola Masaccio di Firenze e della scuola Cavalcanti di Sesto Fiorentino che hanno permesso ai nostri docenti di lavorare su delle buone basi.

L’arrivo alla stazione di Pisa è per le 14.30, appena in tempo per arrivare a piedi alla sede dell’evento.

L’accoglienza è molto British e l’organizzazione perfetta. Accetto con piacere l’invito a prendere il kit di benvenuto, dove trovo degli utili e simpatici gadget. Mi accomodo nella sala appositamente riservata e scelgo di rimanere in ultima fila, un poco più staccata dalle altre. Da lì avrei avuto più spazio per prendere appunti con il mio laptop.

I relatori ci accompagnano per circa due ore, trattando argomenti molto interessanti, per i quali scriverò un apposito articolo.

Per tutto il tempo mi chiedevo a chi fossero riservate quelle splendide targhe e cornici sistemate con cura sul tavolo centrale del palco. Si capiva che contenevano pochi importanti riconoscimenti, ma non a chi fossero destinati.

Giunto il momento della premiazione, ecco che arriva la sorpresa. Subito dopo il primo nome, viene chiamata sul palco Mummu Academy. Non realizzo immediatamente che stavano proprio pronunciando il nome della nostra Accademia! Tant’è che mi devono indicare tra le persone e sbracciarsi per convincermi ad alzarmi dalla poltroncina.

L’emozione non mi impedisce di arrivare sul palco e le persone che fino a pochi minuti prima avevano tenuto la conferenza mi porgono un elegante mazzo di fiori, una cornice bianca ed una natalizia confezione di cioccolatini.

La sorpresa più grande è nelle mie mani. Siamo ufficialmente Cambridge Preparation Centre a Firenze!

Mummu Academy Cambridge Preparation Centre

In questo breve ma utile articolo vediamo quali sono i due principali metodi utilizzati per andare a capo nella stessa cella in Excel.

Non è sufficiente, infatti, premere INVIO sulla tastiera: in questo modo andiamo a capo, ma usciamo dalla cella in cui stiamo digitando. Noi vogliamo andare a capo restando all’interno della stessa cella. Non tutti sanno che esistono due metodi che solo all’apparenza sembrano essere uguali.

In questo articolo vediamo come realizzare un Elenco a Discesa Condizionato in Excel. Non ci accontentiamo infatti di un semplice Elenco a Discesa, ma lo vogliamo dinamico, in modo che questo cambi di contenuto in base alla scelta che facciamo. Se ad esempio in una cella scelgo la voce TOSCANA, voglio che il menu proponga una scelta tra le PROVINCIE della TOSCANA, mentre se scelgo CAMPANIA, lo stesso menu deve elencare le PROVINCIE della CAMPANIA.

Idee su dove comprare i regali di Natale?

Senza alcuna pretesa statistica, ho confrontato i prezzi di alcuni prodotti da me individuati come regalo di Natale per i miei due figli.

Non citerò marche, giocattoli e cifre ma si tratta dello stesso regalo di Natale, solo proposto in negozi diversi.

  • Un giocattolo per bambino piccolo
  • Un giocattolo per bambino più grande
  • Una consolle di giochi elettronici

Se prendessi la mia decisione d’acquisto basandomi esclusivamente sul prezzo più basso, allora la risposta è scontata. Conviene acquistare il regalo di Natale on line, eventualmente alla grande distribuzione, solo in ultimo nel negozio “in centro” o “sotto casa”.

Molti fanno giustamente, questo ragionamento: se il prodotto è lo stesso perché dovrei pagarlo di più?