Parlare bene l’italiano con la dizione

Parlare bene con la dizione

Parlare bene l’italiano con la dizione: cos’è e a cosa serve.

Sentiamo sempre più spesso parlare di Dizione senza saperne le origini, l’utilizzo e spesso anche i benefici. Quando si parla di dizione si intende il modo in cui vengono pronunciate le parole e articolati i suoni che compongono un linguaggio. La dizione della lingua italiana è la pronuncia delle parole della nostra lingua, con riferimento, alla varietà derivata dal fiorentino e tradizionalmente individuata come standard.

Sai quando e come nasce la Lingua Italiana?

“Sao ke kelle terre per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti” (“So che quelle terre per quei territori che qui sono designati, trenta anni le possedette la parte di San Benedetto”).

È questo il primo documento scritto in lingua italiana: Il Placito di Capua risalente al 906.

Le parole riportate sono la testimonianza in volgare di una lite tra il monastero benedettino di Montecassino e un tale Roderigo D’Aquino circa il possesso di alcune terre. Invece del latino, lingua fino ad allora usata nei documenti ufficiali, i testimoni si espressero in volgare, perché ormai era l’unica lingua parlata e compresa dalla gente comune del luogo. Questo documento segna la nascita ufficiale della nostra lingua.

A cosa serve parlare bene l’italiano con la Dizione?

Chiunque voglia parlare bene l’italiano corretto, decide di prendere lezioni di dizione per andare ad eliminare la cadenza dialettale e i difetti di pronuncia. È una tecnica da sempre molto utilizzata nel mondo del cinema, del teatro e del doppiaggio ma oggi molto diffusa tra tutte le persone per eliminare inflessioni dialettali o per chi viene dall’estero.

Imparare a parlare bene l’italiano con la dizione ovvero in modo neutro non è affatto facile, poiché si va a lavorare su tanti altri aspetti oltre a quelli sopracitati.
Tra i molti esercizi per la dizione che puoi imparare frequentando un corso di dizione a Firenze, ce ne sono diversi dedicati alla correzione di alcuni difetti di pronuncia, come quelli della lettera “s” o della lettera “r”, difficili per molte persone da pronunciare in modo corretto.

Per quanto riguarda il difetto della “s”, più comunemente chiamato “la zeppola” ti suggeriamo un esercizio da svolgere con costanza e pazienza.

Sei pronto? Ecco come correggere la zeppola

Come prima cosa allinea le due arcate dentali, quindi scoprile come se tu facessi un gran sorriso.
Successivamente posiziona la lingua, con forza, contro gli incisivi inferiori e prova ad emettere un sibilo.
Attenzione!
Se senti l’aria uscire dai lati, non lo stai facendo nel modo giusto.
Non scoraggiarti!
Prova a riposizionare la lingua per fare in modo che l’aria esca dal centro della bocca. Immagina di provare a spegnere una candela immaginaria che si trova di fronte alla tua bocca.

Un altro difetto di pronuncia molto diffuso è il rotacismo o in gergo “la erre moscia” è un errore dovuto al posizionamento sbagliato della lingua durante la pronuncia della erre.

Ecco come correggere la erre moscia

Ti spiego un esercizio di dizione che può tornarti utile per provare a correggere questo difetto.

Poggia solo la punta della lingua contro il palato, come se fosse pronta a schioccare.
Prova a pronunciare “Trrrrrrrr” fino a quando non riesci a distinguere bene il suono della “R”.
Se non ti viene, riparti, accentuando la lettera “T”.

Provare a pronunciare la “T” prima della “R” aiuta molto il posizionamento corretto della lingua durante la pronuncia di questa lettera.

Non preoccuparti se questi esercizi non riescono nell’immediato, sono un valido aiuto per migliorare, ma vanno associati ai benefici di un un corso di dizione a Firenze per la correzione definitiva!

La nostra docente e formatrice esperta ti fornirà tanti consigli utili in aula per parlare bene grazie alla dizione, e inoltre tutti gli allievi del corso potranno accedere alla piattaforma di studio, dove trovare il materiale di approfondimento e tanti utili esercizi.

Di Giulia Condello

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